Matrimoni con restrizioni – Riflessioni su etica, compromessi e responsabilità

Questa estate è strana per tutti. A causa della situazione del Coronavirus, molte coppie hanno rimandato il loro grande giorno al 2021 e solo alcune hanno deciso di procedere coi loro matrimoni con restrizioni. In ogni caso, all’improvviso, tutto il comparto eventi si è trovato in un surreale anno sabbatico, proprio nel momento in cui, normalmente, saremmo più impegnati.

Questo ci sta dando modo di riflettere molto bene su quello che vogliamo come singoli e come Associazione dal futuro. Modo di riflettere sui nostri obbiettivi e sui nostri capisaldi, e siamo convinti che l’attenzione al cliente vada molto al di  del mero servizio acquistato, ma che si sviluppi in cura e attenzione verso la persona, a tutto tondo. A volte questo significa trovarsi di fronte a situazioni complicate e contraddittorie.

Questa estate 2020 si sta rivelando proprio una di queste.

Foto presa dal sito della protezione civile coi dati del Coronavirus aggiornati al 11 luglio 2020: 13.303 attuali positivi, 194579 dimessi/guariti, 34.945 deceduti, 242.827 casi totali.

Da un lato, abbiamo passato mesi chiusi in casa nel tentativo (più o meno riuscito) di abbassare la curva dei contagi di una pandemia che, nel resto del mondo, sta ancora mietendo migliaia di vittime. Del 9 luglio la notizia che gli USA hanno registrato oltre 60 mila nuove infezioni, spingendo il Dottor Fauci – referente della Casa Bianca – a dichiarare il contagio “fuori controllo” negli Stati Uniti.

Dall’altro, l’Italia sembra aver lasciato il peggio alle spalle, con un picco raggiunto a metà aprile che da allora ha continuato a scendere. Sempre del 9 luglio la notizia che la terapia intensiva dell’ospedale di Bergamo è stata dichiarata Covid-Free.

Come vedete, le notizie, pure nella stessa giornata, restituiscono un sali-scendi emozionale che rischia di annebbiare, in eccessi di ottimismo e pessimismo, la capacità decisionale di tanti.

L’Italia ha scelto la strada della riapertura graduale,

attivando, almeno fino al 14 luglio (ma siamo in attesa di aggiornamenti), diverse norme cautelative per la salute delle persone. Distanziamento sociale, uso delle mascherine e igienizzazione delle mani e degli ambienti sono solo alcuni dei punti focali su cui ristoratori e organizzatori degli eventi devono vigilare.

In particolare riguardo i matrimoni con restrizioni, anche riallacciandoci al nostro post del 24 giugno, vi ricordiamo che le responsabilità civili e penali sono in capo agli sposi come committenti e in seconda battuta ai fornitori che se ne occupano.

È però notizia del 10 luglio che molto probabilmente ci sarà una proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2020, proprio per mantenere le regole di distanziamento che al momento dobbiamo seguire.

Sempre del 10 luglio la notizia che, in un altro matrimonio, a Padova stavolta, il padre della sposa risultato positivo al Covid-19 ha fatto finire in quarantena 91 persone.

La situazione è quindi tutt’altro che rilassante. Questo virus, in Italia, sembra più brace che cova sotto le ceneri che un ricordo passato, e se al momento la situazione sembra abbastanza vivibile nella maggior parte delle regioni, dai dati è evidente che dopo aver toccato il picco minimo il 23 giugno con 122 nuovi contagi (fonti: dipartimento di Protezione Civile) stiamo assistendo ad un lento aumento, che pare difficile da fermare. Cinque regioni hanno visto il valore Rt (ovvero il numero che indica quante persone ogni malato contagia in media) tornare sopra 1, mentre l’obbiettivo è portarlo il più possibile vicino a zero.

Questa situazione mette tutti gli operatori del settore eventi in difficoltà.

Stretti tra la necessità etica di salvaguardare i clienti e i loro ospiti e le difficoltà economiche che rendono difficile guardare al futuro con serenità. Quindi fa male e fa anche un po’ arrabbiare vedere che ci sono persone che non hanno i nostri stessi riguardi e le nostre stesse attenzioni, non esitando a mettere a rischio i partecipanti e in difficoltà i fornitori.

Matrimoni con restrizioni ma nessuna regola in discotecaIn occasione del concerto del DJ e influencer Andrea Damante, per esempio, si sono completamente ignorate le restrizioni per gli eventi indicate per legge. Il suddetto DJ ha addirittura fatto circolare una foto nei canali social che poi ha scatenato giustificatissime critiche. Anche se in seguito l’ha eliminata, ciò non ha impedito la chiusura del locale per cinque giorni.
Anche su Instagram i profili e le stories si sono colmati di video e foto in cui, invece di ritrarre esempi di matrimoni con restrizioni che facessero dimenticare l’esistenza delle stesse, sembrava che ci si fosse semplicemente dimenticati che ci fossero, come se non fosse cambiato niente, come se le regole non valessero per tutti.

Noi stessi soci di WPI, vedendo quelle immagini, siamo rimasti perplessi e amareggiati dalla superficialità con cui alcune figure di un certo spicco, quindi si suppone non degli sprovveduti, abbiano permesso situazioni non sicure per i loro dipendenti e per gli ospiti. O almeno non abbiano fatto in modo di bloccarle, anzi, usandole per la loro visibilità.

Noi capiamo perfettamente la voglia di festeggiare delle persone, e più che mai la voglia di lavorare dei nostri colleghi, non vediamo davvero l’ora di poter tornare a fare i nostri eventi, grandi e piccoli, come eravamo abituati (magari con un pizzico di gioia in più dopo questa tempesta), ma non possiamo fare a meno, come Associazione, di farci delle domande.

La più importante delle quali forse è: vale la pena lavorare e correre dei rischi che la storia recente ha dimostrato essere concreti, gravi e reali?

Eventi della portata di un concerto o di un matrimonio in grande prevedono lunghi mesi di preparazione, ed è da marzo che in Italia i decreti e i regolamenti nazionali e regionali si aggiornano con cadenza quasi settimanale. Era, francamente, prevedibile che sarebbe stato lo stesso per giugno e luglio e il minimo che ci aspetteremmo da un collega, da un professionista, è l’assoluta attenzione a tali cambiamenti, e l’attenersi, nel modo più ligio possibile, a quelle che sono misure precauzionali che non sono certo lì per rompere le uova nel paniere, ma per tutelare ognuno di noi. Non è facile organizzare matrimoni con restrizioni, ma non dovrebbe essere quella la bravura di un professionista: tirare fuori il massimo da un evento nonostante i paletti imposti da ogni situazione? Lo facciamo per regolamenti comunali sul rumore acustico, non è illogico riuscire a farlo per ben più stringenti esigenze sanitarie.

Noi di WPI non ci stiamo a tacere, e riteniamo fondamentale che le discussioni sulla sicurezza e la salute non passino in secondo piano rispetto a quelle economiche: non vogliamo avere la sensazione di approfittare dei nostri clienti, né ci sentiamo migliori di questi colleghi: condividiamo le stesse pressioni e necessità, ma vogliamo anche far sentire la nostra voce per ribadire che chi organizza eventi ha il dovere di una visione di insieme più totale, e a volte ha anche il dovere di mettere dei paletti e farli rispettare.

Ben vengano i matrimoni e i festeggiamenti, ma che siano solo ragione di gioia e non di pentimenti futuri: il ricordo dovrebbe essere la felicità della giornata, non la quarantena o le conseguenze legali che l’hanno seguita!

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Se vuoi conoscere la Storia della nascita di WPI leggi il nostro primo post!

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Costanza Bonelli Wp Toscana

Inserito da:

Costanza Bonelli

Magical Vows

Capolona (Provincia di Arezzo)

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